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Come tralci uniti alla vera vite,
in Cristo lasceremo orme di più abbondante frutto.
Nel capitolo 15 del Vangelo di Giovanni troviamo scritto: "IO SONO LA VITE, VOI I TRALCI. CHI RIMANE IN ME E IO IN LUI FA MOLTO FRUTTO PERCHE' SENZA DI ME NON POTETE FAR NULLA."
L'invito a "rimanere in Gesù" come Lui rimane in noi è centro dell'unione profonda che vivifica l'esistenza cristiana: l'abbondante frutto del fare la volontà del Padre!!
L'immagine della vite era un simbolo caro ad Israele, segno di prosperità, pace e gioia. Rappresentava il popolo, quello stesso eletto da Dio che -
Puntualmente, però, questo legame sponsale veniva disatteso, spesso deluso e Dio soffriva per la mancanza di frutti nella sua vigna. Dicendo "IO SONO LA VITE", Gesù manifesta il desiderio di voler assumere fino in fondo per amore del Padre, il ruolo del Figlio-
"IO COME LA VITE
PRODUSSI GRAZIOSI GERMOGLI
E I MIEI FIORI DIEDERO FRUTTO DI GLORIA E RICCHEZZA"
(Sir. 24,17)
Il portare frutto di Gesù è legato al seme di grano che fruttifica in enormi quantità perché muore nel terreno (Gv 12,24) e risorge a nuova vita.
Il Padre, meta di tutto, è all'inizio come alla fine, perchè la gioia sia piena! Il portare frutto del discepolo che rimane in Gesù è gloria per il Padre e vera sequela del Figlio. I tralci sono coloro che seguono Cristo: anche per noi c'è il ricco fruttificare se rimanendo in Lui-
Una Parola comunicata sin dal principio con annunci e profezie attraverso cui Dio, quasi con pudore, svela pazientemente il Suo Volto con tratti delicati e pennellate graduali nel raggio luminoso dell'umiltà di Gesù di Nazaret.
Scendendo, scendendo, scendendo Gesù-
Il RI-
Che il rozzo grembiule della Lavanda
Lui vite, noi tralci: se ci autoescludiamo dalla sua linfa vitale, siamo noi a decidere di essere senza-
Allo stesso modo, anche il più prezioso dei talenti, fosse anche l'unico ricevuto, se nascosto per paura di perderlo diventa arido con il rischio che venga perso o del tutto abbandonato, senza lasciare traccia della sua esistenza donata. Occorre quindi portare alla luce e investire ciò che, per grazia, c'è stato offerto senza timore; occorre "mettere acqua nelle nostre anfore vuote" e presentarla al Signore affinchè la trasformi nel più succoso frutto della Sua vite. Occorre lavorare nella Sua vigna come umili servi affinchè il miracolo della più feconda vendemmia si compia!!
Gesù Cristo è il piano inclinato attraverso cui Dio si unisce ed unisce l'uomo-
Sarà uno speciale meccanismo di scatto che rivelerà la grandezza di un Libro-
Il gesto timido di una volontà che cerca e che in quel personale "tac" fa spalancare l'apertura ad una straordinaria novità. "Voglio andare a vedere" disse nello stupore Mosè quando si trovò di fronte il roveto che ardeva ma non si consumava, e avvicinandosi trovò la risposta alle sue domande in un Nome, in un incontro!
Quell'incontro così difficile oggi da afferrare dallo spirito umano diviso tra la ragione e il cuore; tra la ricerca del senso delle cose e quella sete continua di Infinito; tra chi ancora guarda cercando di capire e chi rischia lasciandosi coinvolgere.
Per coloro che hanno dato forti testimonianze di vita… per chi ancora si pone delle domande… per chi molto ha scritto…per chi molto ha fatto… per chi nonostante tutto resta indifferente… Sempre lo stesso è, nella sua totalità, l'uomo per il quale Gesù Cristo torna ad offrirsi nonostante tutto ancora oggi, dopo più di duemila anni!
"Cosa devo fare per ereditare la vita eterna?" chiede il giovane ricco del Vangelo a Gesù quando il proprio agire sembra già corretto e giusto di fronte a Dio. Gesù, guardandolo semplicemente lo amò!!! Ama gli uomini di un amore così profondo, totale e immenso da portarli oltre se stessi ricordando che solo una cosa manca: "Và, vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri […] poi vieni e seguimi." (Mc 10,21)
Questo è il primo comandamento da vivere come partner dell'alleanza divina ed è ciò che è mancato a quel giovane: la libertà di spogliarsi del proprio io per seguire Chi ha lasciato una chiara Via.
Farsi compagno del Signore risorto è una sequela "a caro prezzo" e non certo una grazia a buon mercato ma c'è stato dato l'esempio e su quella strada di apertura all'amore, le nostre orme