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Grottammare, come molti centri costieri, ha subito negli ultimi decenni una profonda e radicale trasformazione dovuta all’inurbamento di popolazione proveniente soprattutto dai paesi dell’entroterra collinare e montano. Tale trasformazione ha comportato una saturazione delle aree lungo la costa e collinari e ha aggredito il fondovalle spingendosi verso l’interno. Il quartiere Valtesino di Grottammare si estende lungo la strada provinciale che costeggia il fiume e che porta verso gli antichi centri collinari dell’alto Tesino. La conformazione orografica di Grottammare ed il suo sviluppo fanno si che tale quartiere rappresenti, di fatto, l’unica possibilità di espansione edilizia ed urbana della città. Il Piano Regolatore Generale, infatti, organizza tutto il quartiere prevedendo in esso non solo ampie aree di espansione residenziale ma soprattutto nuovi servizi ed attrezzature sia a carattere di quartiere sia urbano. La possibilità di utilizzare la nuova bretella dello svincolo autostradale quale strada a scorrimento veloce, consentirà di riqualificare la strada attuale facendone un percorso urbano intorno a cui poter organizzare le previste nuove attrezzature. Già alla fine degli anni ottanta la Diocesi eresse una nuova parrocchia: “Madonna della Speranza”, ritenendo l’antica piccola chiesa di San Martino oramai insufficiente per le accresciute esigenze della zona in rapida espansione. La chiesa della Parrocchia “Madonna della Speranza” è in via di realizzazione, al centro del quartiere, in un ampio comprensorio parzialmente urbanizzato che diventerà, a breve, il fulcro intorno a cui ruoterà tutta l’organizzazione della zona, ed a cui la nuova chiesa darà un contributo fondamentale di riferimento e riorganizzazione urbana e sociale. L’area individuata, ancora totalmente libera, è compresa tra la strada provinciale, ed una vasta area verde a sud, ed i nuovi quartieri di espansione. L’area è destinata ad espansione residenziale, individuando contestualmente in essa alcune attrezzature che dovranno farne il punto di riferimento di tutto il quartiere: la chiesa, la piazza, una vasta area per verde pubblico ed attrezzature sportive, parcheggi. Il progetto della nuova chiesa pretende di diventare un punto di riferimento architettonico per la riorganizzazione dei nuovi quartieri assumendosi la responsabilità di tentare di creare un luogo che sia nuovo punto di aggregazione architettonica e sociale della città. L’edificio si pone in diretta relazione con la piazza, che dividerà la parte residenziale dalle aree a verde al limite ovest della stessa, facendo da fondale e punto di riferimento architettonico. Il complesso della struttura parrocchiale si articola in tre blocchi costruiti e tre aree libere, all’interno di un recinto murato che lo distingue senza separarlo dal resto del contesto urbano mantenendo una relazione strettissima con ogni elemento. I tre blocchi sono: la chiesa, il salone e la canonica con le aule; e i tre vuoti: il sagrato, il chiostro ed un cortile. La chiesa è un edificio compatto e largo, quasi a pianta centrale, con due navate laterali, con copertura piana in legno e il presbiterio della stessa larghezza dell’aula coperto con una mezza volta a botte sempre di legno. I materiali usati appartengono tutti alla tradizione della costruzione delle chiese: mattoni, legno, calce, alabastro, pietra. Il chiostro, elemento porticato di forma triangolare, distribuisce e riconnette tutti gli spazi del complesso: chiesa, sagrato, uffici, aule, canonica, salone. I locali del ministero pastorale sono organizzati in due blocchi separati intorno al chiostro. Il più grande, su due livelli, contenente il salone ed alcune aule per catechismo, chiude il lato nord-